Iniziativa legislativa popolare, quali novità ci aspettano?

La disciplina dell’iniziativa legislativa popolare è in procinto di essere modificata. La Camera dei deputati, infatti, dopo la discussione avvenuta in Assemblea tra il 16 gennaio e il 21 febbraio del 2019 ha approvato in prima deliberazione la proposta di legge costituzionale con la quale si interviene sull’articolo 71 della Costituzione, dove si fa riferimento – appunto – all’iniziativa legislativa popolare. Entrando nello specifico, la modifica comporta l’introduzione di una procedura rinforzata che, in casi particolari, può portare allo svolgimento di un referendum. Attualmente è all’esame del Senato il testo che ha ricevuto l’approvazione della Camera e che si propone di apportare ulteriori modifiche: vediamo quali.

Quali modifiche sono allo studio

La modifica dell’articolo 71 della Costituzione in relazione alla disciplina dell’iniziativa legislativa popolare è solo uno dei cambiamenti previsti dal testo che deve essere esaminato dal Senato. Un’altra variazione ipotizzata riguarda, infatti, l’articolo 75 della Costituzione, e più in particolare la disciplina del quorum di deliberazione del referendum abrogativo. Il testo, inoltre, modifica la disciplina della preventiva valutazione di ammissibilità delle richieste di referendum effettuata dalla Corte costituzionale come prevista dalla legge costituzionale numero 1 del 1953. La Corte costituzionale sarà tenuta a vagliare la proposta approvata dalle Camere prima dell’eventuale rinuncia dei promotori, tenendo conto di quanto previsto dalle condizioni di ammissibilità dei referendum approvativi indicate nel quarto comma dell’articolo 71 modificato.

In che cosa consiste la procedura rinforzata

Secondo il progetto di legge costituzionale, la consultazione referendaria dovrebbe subentrare nel caso in cui un’iniziativa legislativa popolare sia stata sottoscritta da non meno di 500mila elettori e non sia stata approvata nei 18 mesi successivi alla data in cui è stata presentata. Il referendum non si svolge se il Parlamento approva il progetto di legge popolare, sempre che il testo non venga modificato o che le variazioni siano solo di carattere formale. Nel caso in cui, invece, il progetto di legge venga modificato in maniera sostanziale, i promotori dell’iniziativa legislativa popolare possono decidere se accettare la deliberazione parlamentare con le relative modifiche o se, invece, domandare il referendum.

Come si svolge il referendum

Qualora dovesse essere attivata la consultazione referendaria, essa potrebbe riguardare solo l’approvazione del progetto di iniziativa popolare e nessuna altra legge. Per la promulgazione del testo sarebbe sufficiente il voto favorevole di un quarto degli aventi di diritto, sempre che il quorum venga raggiunto. Se, invece, il quorum non viene raggiunto o l’esito del referendum è contrario al progetto popolare, viene promulgato il disegno di legge così come è stato messo a punto dal Parlamento.

Che cosa cambia per i referendum abrogativi

Cambia anche il quorum previsto per i referendum abrogativi. L’articolo 75 della Costituzione al quarto comma fa riferimento alla partecipazione della maggioranza degli elettori aventi diritto di voto affinché possa essere approvata la proposta per la quale si svolge il referendum abrogativo; ebbene, con la modifica che è stata apportata per il quorum di validità del referendum è sufficiente il voto favorevole di un quarto degli elettori aventi diritto.