Il numero dei parlamentari: dati e comparazioni.

I dati sono del 2011

Il numero dei Parlamentari nelle diverse Costituzioni

La scelta del numero dei parlamentari è un dato – come quello del numero delle Camere – di natura tipicamente politico-costituzionale, talvolta determinato direttamente a livello costituzionale (come in Italia dopo il 1963), a volte fissato in rapporto alla popolazione (come prevedeva la Costituzione italiana fra il 1948 e il 1963 e come è tuttora in Austria), a volte mediante norme di legge (come in Francia, dove la Costituzione pone un limite massimo al numero di deputati e senatori e rinvia ad una legge organica per l’esatta identificazione del numero), a volte con riserva di legge tra un minimo ed un massimo fissato dalla Costituzione (come in Spagna per il Congresso), o solo nel massimo (come in Danimarca). Il panorama è assai vario e le diverse scelte incidono conseguentemente sul tipo di procedura necessario per addivenire ad una loro eventuale variazione, essendo di volta in volta necessaria una modifica costituzionale o una modifica della norma, di grado inferiore, attuativa di disposizioni costituzionali.

La Costituzione italiana: la Costituente e la Riforma del 1963

In Italia, si è adottato,con legge costituzionale n. 2 del 1963, un nuovo testo degli art. 56 e 57 della Costituzione che, entrambi al secondo comma, prevedono attualmente un numero fisso di deputati e senatori rispettivamente pari a 630 e 315 (cui vanno naturalmente aggiunti i senatori a vita e di diritto e a vita, di cui all’art. 59 Cost.), laddove nella precedente formulazione approvata dall’Assemblea Costituente il numero dei parlamentari era mobile, restando fisso il rapporto con la popolazione. Gli art. 56 e 57 Cost. sono stati successivamente modificati anche dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, recante “Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero”, che, tuttavia, non ha inciso sul numero complessivo di deputati e senatori.

Il testo originario della Costituzione prevedeva infatti, per la Camera, un deputato ogni 80.000 abitanti (o frazioni superiori a 40.000); per il Senato, un senatore ogni 200.000 abitanti (o frazioni superiori a 100.000).

In rapporto alla popolazione, vi è un deputato ogni 96.000 abitanti circa e un senatore ogni 189.000 abitanti circa.

Si può ricordare che, per quanto riguarda il numero dei deputati, erano stati proposti, alla Costituente, rapporti pari a un deputato per 150.000 (Conti, che poi propose 120.000) e un deputato per 100.000 abitanti (Nitti); per il numero dei senatori si propose un rapporto di un senatore ogni 250.000 abitanti (Mortati), mentre altri avanzarono ipotesi che oscillarono tra un senatore ogni 120.000 (Lami Starnuti e Preti) e 150.000 abitanti (Targetti).

Dati e comparazioni

Nella tabella che segue, è riportato, per ciascuno Stato membro dell’Unione Europea, il numero dei parlamentari (suddiviso, per i sistemi bicamerali, tra membri della Camera bassa e membri della Camera alta), nonché il dato relativo alla popolazione.

Nella tabella successiva i dati sul numero dei parlamentari sono ponderati con la popolazione, per renderli omogenei, e quindi confrontabili (fermo restando che tali dati richiederebbero di essere correttamente interpretati nel contesto relativo al sistema elettorale, alla forma di governo, alla struttura parlamentare, alla configurazione territoriale). Sono indicati sia il numero di abitanti per parlamentare che il numero di parlamentari per 100.000 abitanti. I Paesi presi in considerazione sono riportati in tale tabella a partire da quello che ha il maggior numero di parlamentari in relazione alla popolazione (Malta) a quello che presenta invece il valore più basso (Germania). E’ possibile cogliere un nesso inverso tra popolazione e numero di parlamentari per abitante, nel senso che tanto è più basso il primo valore tanto è più alto il secondo. I primi cinque paesi per numero di parlamentari rispetto alla popolazione coincidono, infatti, con quelli che hanno il valore di popolazione più basso (Malta, Lussemburgo, Cipro, Estonia e Slovenia).

Tale situazione è probabilmente determinata dal fatto che, anche a livelli di popolazione relativamente scarsa, il numero dei parlamentari non scende normalmente sotto determinati valori, rischiandosi altrimenti, con un numero troppo basso di parlamentari, di vulnerare principi generali sulla rappresentatività.

La relazione suddetta si presenta, ovviamente, anche nel suo inverso (maggiore popolazione, minore numero di parlamentari per abitante). Nella suddetta graduatoria degli Stati con il maggior numero di parlamentari per abitante, l’Italia si colloca al 22° posto su 27 Paesi, con 1,6 parlamentari ogni 100.000 abitanti. Gli altri Stati di dimensione comparabile (Francia, Spagna e Polonia) presentano valori non dissimili da quelli italiani (rispettivamente, 1,4 parlamentari per 100.000 abitanti in Polonia e Francia e 1,3 in Spagna).

Una posizione particolare presentano invece Regno Unito (nel quale il numero di parlamentari è significativamente più elevato: 2,4 ogni 100.000 abitanti) e Germania, in cui, al contrario, il numero di parlamentari – relativamente alla popolazione – è più basso (0,8 parlamentari ogni 100.000 abitanti).

Per quanto concerne il Regno Unito, il dato finale è fortemente influenzato dall’elevatissimo numero di componenti della Camera alta – la House of Lords – che ha un ruolo molto limitato nel sistema politico britannico ed i cui membri acquistano la titolarità di diritto o per nomina reale.

In Germania, i membri del Bundesrat sono pari a non meno di 3 e non più di 6 a seconda della popolazione di ciascuno dei 16 Länder e rappresentano pertanto più i Länder (attraverso gli esecutivi) che una quota di popolazione legata da un rapporto strettamente proporzionale. Inoltre, si deve tener conto del fatto che tale Paese vede un numero di deputati dei Länder che è più elevato, ad esempio, del numero di consiglieri regionali in Italia. (Sul punto, si veda il dossier del Servizio studi del Senato Il numero dei parlamentari, n. 195 dell’aprile 1997, contenente elementi comparatistici relativi non solo al numero di parlamentari, ma al numero complessivo di rappresentanti, comprensivo di consiglieri regionali e consiglieri provinciali. Al fine di effettuare un raffronto di valori, il più possibile omogenei pur afferendo a forme di governo territoriale differenti, tra Italia e alcuni stati federali (Germania e USA), si era proceduto a sommare da una parte il numero totale dei parlamentari federali e federati (rapportato alla popolazione) e dall’altra il numero totale dei parlamentari italiani e dei consiglieri regionali (anche qui in rapporto alla popolazione). Da tale raffronto, si rilevava che, all’epoca, il numero di rappresentanti (federali e federati/nazionali o regionali) era simile in Italia e Germania (con 3,5 e 3,4 rappresentanti ogni 100.000 abitanti) e lievemente inferiore negli USA con 3,1 parlamentari per 100.000 abitanti.

I Disegni di Legge Costituzionale all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato

La Commissione affari costituzionali del Senato ha iniziato l’esame di 6 disegni di legge costituzionale che modificano gli artt. 56 e 57 della Costituzione, riducendo il numero di deputati e senatori (AA.SS. nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e 2893). Le riduzioni recate dagli AA.SS. nn. 1633 e 1178 porterebbero l’Italia al penultimo posto nella classifica dei Paesi dell’Unione europea con il maggior numero di parlamentari in proporzione alla popolazione, seguita solo dalla Germania (cfr., infra, tabella n. 4). Gli AA.SS. nn. 2848, 2821, 2891 e 2893 renderebbero in assoluto l’Italia il Paese dell’Unione europea con il minor numero di parlamentari in proporzione alla popolazione.