composizione-del_nuovo-parlamento

Taglio dei parlamentari: che cosa prevede la nuova legge (e che cosa cambierà)

Il taglio del numero di parlamentari in Italia è diventato ufficiale il 12 ottobre del 2019, data in cui in G.U. è stato pubblicato il testo della legge costituzionale in merito: essa prevede che i deputati passini da 630 a 400 e che i senatori elettivi passino da 315 a 200. Sono esclusi da questo numero, quindi, i senatori a vita che sono nominati dal Presidente della Repubblica e gli ex Presidenti della Repubblica che sono senatori di diritto a vita. Attualmente, l’unico ex Presidente della Repubblica ancora in vita è Giorgio Napolitano; gli altri senatori a vita sono Liliana Segre, Carlo Rubbia, Renzo Piano, Elena Cattaneo e Mario Monti.

L’iter della legge

Il testo della legge ha ricevuto l’approvazione del Senato, con la maggioranza assoluta dei componenti di Palazzo Madama in seconda votazione, l’11 luglio del 2019; l’approvazione della Camera dei deputati, sempre in seconda votazione, è arrivata l’8 ottobre del 2019, con la maggioranza dei due terzi. Così sono stati modificati il secondo comma dell’articolo 56 e il secondo comma dell’articolo 57 della Costituzione.

Quanti senatori potranno essere eletti per ogni regione

Il testo, inoltre, interviene sul terzo comma dell’articolo 57, che riguarda il numero di senatori minimo per ogni Regione. Ebbene, esclusi il Molise (che elegge due senatori) e la Valle d’Aosta (che elegge un solo senatore), tutte le altre Regioni eleggono almeno tre senatori; lo stesso dicasi per le Province Autonome di Trento e Bolzano. Anche per i senatori a vita ci sono delle novità: quelli di nomina presidenziale, infatti, possono essere al massimo 5.

Che cosa cambia alle elezioni

Ma quando troveranno concreta applicazione le novità che sono state approvate? Secondo l’articolo 4 della proposta di legge costituzionale, i cambiamenti apportati alle disposizioni degli articoli 56 e 57 della Costituzione saranno applicati dopo la prima cessazione o dopo il primo scioglimento delle Camere seguenti alla data in cui la legge entrerà in vigore, a condizione che siano passati almeno 60 giorni da tale data.

Il referendum popolare

Come ogni legge di revisione della Costituzione, anche quella che determina il taglio del numero dei parlamentari può essere sottoposta a referendum popolare. Ciò può avvenire nel caso in cui un quinto dei membri della Camera dei deputati o del Senato ne faccia richiesta; in alternativa, è sufficiente che la domanda venga presentata da almeno cinque Consigli regionali o da almeno 500mila elettori. Nel caso in cui la legge che viene sottoposta a referendum non sia approvata dalla maggioranza dei voti validi, essa non viene promulgata. Il referendum non può essere concesso nel caso in cui la legge costituzionale che ne è oggetto sia stata approvata sia dalla Camera dei deputati che dal Senato in seconda votazione a maggioranza dei due terzi. Ciò non è avvenuto, come si è visto, nel caso della legge per il taglio dei parlamentari, che al Senato è stata approvata in seconda votazione con la maggioranza assoluta, che consiste nella metà più uno dei componenti.