A che punto è l’abolizione del CNEL

L’abolizione del CNEL è un tema di cui si parla da anni, tornato con prepotenza d’attualità in occasione del referendum del 2016 che ha visto la vittoria del No. Ora il Parlamento è di nuovo al lavoro per legiferare in materia: la proposta di legge A.S. 1124 di iniziativa parlamentare attraverso la quale si intende abolire il CNEL mediante l’abrogazione dell’articolo 99 della Costituzione è stata presa in esame dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. La decisione della Commissione è stata quella di approvare un emendamento che non si limita ad abrogare l’articolo in questione, ma abolisce il CNEL a tutti gli effetti.

Che cosa prevede la proposta di legge per l’abolizione del CNEL

L’Assemblea del Senato ha iniziato l’esame del provvedimento in occasione della seduta del 17 luglio del 2019. Il CNEL, nel caso in cui la proposta di legge venisse approvata, sarebbe privato del suo fondamento costituzionale (proprio ciò che comportava il progetto di legge originario); a partire dal 90esimo giorno seguente alla data di entrata in vigore della legge costituzionale, l’organo sarebbe soppresso in modo ufficiale.

Che cos’è il CNEL

Il CNEL è il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Secondo quanto riportato dall’articolo 99 della Costituzione, esso è un organo di consulenza del governo, della Camera dei deputati e del Senato in base alle funzioni previste dalla legge e per le materie specificate dalla stessa. A comporre il CNEL sono rappresentanti delle categorie produttive ed esperti: l’organo può essere parte in causa nell’elaborazione di leggi sociali ed economiche, essendo dotato di iniziativa legislativa. La legge n. 214 del 2011 stabilisce che il CNEL sia composto di 65 membri: di questi, 10 sono esperti ed esponenti qualificati della cultura giuridica, sociale ed economica. Tutti e 10 gli esperti sono nominati dal Presidente della Repubblica; 8 in modo diretto, mentre gli altri 2 su proposta del Presidente del Consiglio in seguito a una deliberazione specifica del Consiglio dei Ministri.

Come è fatto il CNEL

Il Presidente della Repubblica nomina anche il presidente del CNEL. Oltre ai 10 esperti, poi, il CNEL è costituito da 17 rappresentanti dalle imprese, 9 rappresentanti delle professioni e dei lavoratori autonomi, 6 rappresentanti delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale e 22 rappresentanti dei lavoratori dipendenti (tra questi ultimi, 3 devono essere rappresentanti dei quadri privati e pubblici e dei dirigenti).

Di che cosa si occupa il CNEL

L’ambito di azione del CNEL è indicato dalla legge n. 936 del 30 dicembre del 1986, che fornisce all’organo gli strumenti di azione necessari. Tra i settori coinvolti ci sono gli andamenti del mercato del lavoro (in ottica locale, settoriale e generale), la programmazione economica, la politica della UE, la congiuntura economica e la politica social. Il CNEL, inoltre, è tenuto a occuparsi dell’Archivio nazionale dei contratti e accordi collettivi e a valutare le politiche pubbliche. Esso, infine, deve verificare la qualità dei servizi che vengono erogati ai cittadini e alle imprese dalle amministrazioni pubbliche locali e centrali.